L’ho fatto anch’io.
Mi sono fatta leggere i tarocchi dall’AI.
Devo ammettere che è stata brava: ha interpretato bene i simboli, li ha connessi in una risposta coerente e sensata, usando un linguaggio rassicurante.
Ma mancavano dei pezzi, quelli più importanti.
Perché l’AI sa tutto, ma non capisce niente.
L'AI NON TI VEDE
Quando ti fai leggere le carte, in presenza o anche tramite videochiamata, porti tutto te stesso, non solo la domanda. Il tono di voce, la postura, la parola che ripeti tre volte senza accorgertene, piccole esitazioni prima di rispondere o il silenzio che ti serve per cercare la frase giusta. Quello che non dici, ma che è lì nell'aria, un “lettore umano”, se è sufficientemente umano, lo coglie, lo vede, lo interpreta.
Ed è anche in base a questo non detto che si sofferma più su una carta invece che su un’altra e che ti aiuta a riformulare la domanda, perché alla fine quello che vuoi sapere veramente non hai avuto il coraggio di esprimerlo.
L'AI legge le parole che hai scritto e solo quelle. E le parole, da sole, raccontano sempre solo una parte della storia.
L'AI NON HA PELLE
Un consulto di tarocchi è un dialogo, una relazione che richiede due persone: una che porta la domanda e una che accompagna la ricerca della risposta.
Quando sei in difficoltà vera, quella difficoltà che ti sveglia alle tre di notte, non hai bisogno di un algoritmo che ti elenchi i significati dell'Asso di Spade. Hai bisogno di qualcuno che stia lì con te, in quello spazio, e che ti aiuti a trovare la strada.
L'AI non ha pelle. Non sa cosa vuol dire stare male, non sa cosa vuol dire avere paura: può simulare empatia, ma non può averla.
L'AI NON SBAGLIA NEL MODO GIUSTO
Un lettore umano a volte sbaglia. Segue un'intuizione che non porta da nessuna parte, fa una domanda che risulta fuori luogo, interpreta una carta in un modo che non risuona.
Ma a volte è proprio la reazione del "no, non è così" che aiuta a mettere a fuoco qualcosa che non era chiaro, ad escludere scenari e opzioni. A far chiarezza.
L'AI non sbaglia mai: produce sempre risposte plausibili e coerenti. Non sbaglia mai nel modo umano, vivo, e produttivo.
L'AI NON SI PRENDE LA RESPONSABILITÀ
Chi legge le carte professionalmente sa che ha un ruolo serio, che comporta attenzione, cura, etica. Significa scegliere le parole con rispetto e sapere quando è giusto fermarsi. I tarocchi nelle mani sbagliate possono fare danni e chi le legge non deve mai dimenticare la propria responsabilità.
Invece un recente caso di cronaca negli USA, il caso Adam Raine, ha messo in luce il fatto che ChatGPT, se interpellata sui metodi di suicidio, dia risposte molto dettagliate, mentre è meno strutturata per fornire supporto psicologico o indirizzare verso figure competenti.
L'AI non ha il senso responsabilità: genera testo e produce output. Se le sue parole arrivano al momento sbagliato o se ti fanno del male, non se ne accorge.
Un essere umano sì. O almeno, dovrebbe, se scegli bene da chi farti leggere le carte.
ALLORA È INUTILE?
No, non lo è.
L'intelligenza artificiale fa cose straordinarie, dobbiamo riconoscerlo.
Va benissimo usarla per studiare i simboli, per far pratica, per giocare.
Va bene anche da interrogare nel caso di domande tiepide, se proprio non hai alternative.
Ma quando hai una delle famose domande che ti tengono sveglio la notte, affidati a un umano.
I tarocchi, così come le Lenormand, l’I Ching e qualsiasi altro strumento del genere, non sono un database di significati da consultare. Sono uno spazio relazionale, richiedono presenza, ascolto attivo, umanità. E solo chi è vivo, chi ha una pelle, chi ha alle spalle centinaia di letture può essere in grado di fare la differenza.
E quando sei seduto davanti alle carte con una domanda vera e bruciante, quella differenza si sente tutta.
La tua storia merita qualcuno che la legga davvero.
Se vuoi una lettura vera, con una persona vera, scrivimi e ci organizziamo. Si può fare comodamente tramite videochiamata, la geografia non è un limite.