All’I Ching sono molto affezionata perché è la combinazione tra due delle mie cose preferite: la lingua cinese, in cui mi sono laureata, e gli oracoli.
L’I Ching è entrato nella mia vita in qualità di testo universitario per l’esame di cinese classico nel 2001: ricordo ancora la fatica e la goduria nell’approcciare un’opera così complessa e curiosa nella sua lingua originale, che, per farti capire, potrebbe corrispondere al nostro latino.
L’ I Ching si studia all’università (e non solo) perché è uno dei fondamenti della cultura cinese: per impatto può essere paragonato alla Bibbia e al ruolo che ha avuto nel plasmare la Weltanschaung europea.
Era uno dei testi che i funzionari dovevano studiare per poter accedere alle cariche pubbliche e se ne faceva uso per amministrare lo stato, al cui capo c’era l’Imperatore, considerato mediatore tra Cielo e Terra.
Era un testo considerato sacro e filosofi confuciani (Confucio incluso), taoisti e buddisti ne hanno scritto commentari. Tanta roba, insomma.
CHE COS’È L’ICHING?
Risposta breve: un antico testo oracolare cinese.
Risposta più articolata: originariamente nato come manuale di divinazione, si è poi arricchito di vari commenti e appendici che l’hanno trasformato in un vero e proprio testo filosofico-morale ricco di sapienza e buon senso.
ANTICO QUANTO?
Il nucleo dell’I Ching, ovvero il manuale di divinazione in senso stretto composto dai soli esagrammi (Zhou Yi 周易) risale all’11°/12° secolo a.C., mentre i vari livelli di testo sono stati aggiunti tra il 9° e il 3° secolo a.C.
Hai letto bene: avanti Cristo. Questo libro ha svariate migliaia di anni.
COME SI PRONUNCIA?
Se mi segui su Instagram, sai che ogni tanto mi lancio nella battaglia (persa) di convertire le genti alla pronuncia corretta, che sarebbe yìjīng.
Poi in realtà è più semplice anche per me arrendermi alla vulgata diffusa in Occidente, che risale all’antiquata trascrizione Wade-Giles, pronunciata “i cing”.
Ti prego solamente di non scambiare questo saggissimo testo per un prodotto Apple (non è “Ai Ching”, tipo iPhone) e la I non è un articolo determinativo plurale.
COSA VUOL DIRE I CHING?
Yì 易 significa cambiamento, mutamento e jīng 经 libro, classico.
Quindi la traduzione corretta è quella di Classico del mutamento o Libro del cambiamento.
SU QUALE PRINCIPIO SI BASA?
Il principio è che tramite la divinazione si possa riconoscere il pattern di una determinata situazione nel momento presente e, conoscendo e riconoscendo la dinamica, si possa poi adattare il proprio comportamento alle condizioni esistenti, per vivere in maniera più armonica.
Tutto è in costante evoluzione e riuscire a decifrare i segni del cambiamento incipiente permette all’uomo di non farsi trovare impreparato e soprattutto a non opporsi in maniera rigida ai movimenti dell’ambiente e delle relazioni.
COSA SONO GLI ESAGRAMMI
Gli esagrammi sono le super star dell’I Ching.
Un esagramma è una figura composta da sei linee orizzontali, che possono essere di due tipi:
• linea continua (—)
• linea spezzata (- -)
Queste linee rappresentano due polarità fondamentali della filosofia cinese: lo yin (energia ricettiva, ombra, quiete, etc.) e lo yang (energia attiva, luce, movimento, etc).
Combinando queste linee in diversi modi si ottengono 64 esagrammi possibili.
Ogni esagramma rappresenta una situazione della vita o una fase di trasformazione: ad esempio l’inizio di qualcosa, un momento di crisi, una crescita lenta ma sicura, oppure la necessità dell’attesa.
Ogni esagramma è corredato di un nome, una sentenza, un’immagine e dei commenti alle singole linee.
A volte il testo è oscuro, altre volte sorprendentemente preciso e pure ironico.
È ricco di metafore, a tratti strampalate, ma potentissime. A me è molto simpatico.
COME SI CONSULTA L’I CHING?
Esistono due metodi principali per consultare l’I Ching.
Metodo delle 3 monetine: si lanciano per 6 volte e, osservando le varie sequenze di “testa” e “croce”, si compone l’esagramma di partenza.
Questo è il modo più veloce e “moderno”: fa la sua apparizione in letteratura solo durante la dinastia Tang (7° secolo d.C.).Metodo degli steli di achillea: si usano 50 steli di questa pianta selvatica raccolta e fatta seccare per l’uso e si esegue un rituale piuttosto complesso per ricavare l’esagramma di partenza. L’intero processo dura una ventina di minuti ed è utilissimo per concentrarsi sulla domanda ed entrare in uno stato meditativo.
Si ha notizia di questo metodo dal 100 a.C.
CHE DOMANDE POSSO FARE ALL’I CHING?
L’I Ching è ottimo quando lo si interroga domandando che comportamento è giusto osservare in una determinata situazione, chiedendo un semplice commento a quello che si sta vivendo o un aiuto a interpretare una dinamica.
Di solito le risposte sono moooolto illuminanti e, a volte, letterali.
Può anche capitare però che il testo sia oscuro e non ci parli. I motivi in genere sono due: o non abbiamo posto la domanda giusta, oppure non è il momento di ricevere una risposta.
Ti rimando anche a un mio vecchio post dove spiego che cosa è bene chiedere ai tarocchi: vale anche per l’I Ching.
PUOI CONSULTARE L’I CHING PER ME?
Dopo anni di consultazione solitaria, ho deciso di farlo anche per gli altri: è troppo bello e potente per non condividerlo con chi sente di averne bisogno.
Tra l’altro, per limitare il più possibile i “tradimenti della traduzione”, consulto solitamente vari traduzioni italiane e inglesi, confrontandole con testi originali in cinese, per capire in maniera precisa il significato degli esagrammi e delle varie linee.
Conoscendo la lingua, ho il vantaggio di poter aver accesso a dei piccoli gioielli.
E poi, se è necessario, affianco all’I Ching l’uso dei tarocchi: sono due sistemi che si sposano divinamente e che si supportano a vicenda.
Se vuoi provare, scrivimi e ci organizziamo!
Anche questo consulto si può fare tranquillamente online, tramite videochiamata e costa 65€.