Quando faccio amicizia con un mazzo o con un nuovo metodo di lettura, ho bisogno di testarlo e lo bombardo di domande. Se risponde in maniera eccellente, poi mi fido, non lo faccio mai a priori.
In questo periodo sto studiando il Tarocchino Bolognese, una deliziosa variante emiliana, che è -ino perché ha solamente 62 carte invece di 78.
Dopo averlo testato in lungo e in largo sulle classiche domande, ho voluto interrogarlo su un tema più particolare, per vedere come reagiva: la PMS, ovvero la simpatica sindrome pre-mestruale.
Non so a voi, ma a me la PMS rende irritabile, irascibile, iraconda e tristissima per qualche giorno al mese.
Tutte le volte devo cercare di ricordarmi che “il sistema si sta aggiornando” e che devo sopravvivere alle montagne russe senza sganciare bombe atomiche per una briciola fuori posto o senza piangere un’ora per la pubblicità del cibo per cani.
Ho chiesto al Tarocchino un commento sul tema ed è stato talmente puntuale che sembra che io abbia scelto le carte apposta, ma giuro che non è così e giuro anche che non avrei saputo far di meglio!
Domanda: fai un’indagine simbolica sulla sindrome pre-mestruale che mi faccia capire come sopravvivere a questi giorni pazzi.
Schema di lettura: ho usato la Stesa del Tredici, che è una di quelle tradizionali del Tarocchino bolognese.
Ho pescato 13 carte disponendole come nella foto e preso nota delle due del taglio.
La Ruota gira, un altro ciclo arriva, e la Regina si ritrova ad essere Fante: si perde stabilità, forza e pure dignità, a volte.
Come nel supplizio di Tantalo, la donna (Fantesca di Coppe) ricomincia ogni volta da capo (Bagatto) ad affrontare ostacoli (7 bastoni), che probabilmente sono sempre gli stessi.
I pensieri (Fante di Bastoni) sono inquinati pesantemente (Appeso) da trappole mentali, illusioni e desideri irrealizzabili (8 di Spade).
C’è abbondanza (9 di Denari) di follie improvvise e pazzie estemporanee (Moro e Matto).
Insomma, un cimitero (10 di Spade).
Nel taglio le due carte parlano di sangue (10 di coppe) esausto (10 di Bastoni), elemento che non nutre più e che ci si prepara ad espellere.
Per ovvie ragioni, il seme collegato al sangue è la coppa, recipiente atto a contenerlo e anche tipicamente colorato di rosso.
Non è meraviglioso che, oltre al 10 di coppe, detto “il fiorimento”, che la tradizione lega proprio al sangue, siano uscite anche la Regina e la Fantesca, detta “la Coppina”?
La descrizione di ciò che accade è perfetta e coincide millimetricamente con ciò che sento in quei giorni.
Il fatto che le carte abbiano sottolineato ripetutamente la scarsa affidabilità dei pensieri e delle emozioni che si affollano a ogni giro di boa (segnalato proprio dalla Ruota della Fortuna), mi ricordano che non devo dar troppo credito a tutto il drama che si svolge dentro di me.
Tarocchino Bolognese promosso con lode!