"Avrò il malocchio?"
C’è chi se lo chiede in quei periodi in cui le sfighe, piccole e grandi, sembrano essersi messe d'accordo per arrivare tutte insieme: litigata con il capo, gomma bucata, rubinetto che perde, portafoglio rubato, magari nella stessa settimana.
E allora parte il sospetto: qualcuno mi ha guardato storto?
Ma che cos'è davvero il malocchio?
Il malocchio è una delle credenze popolari più antiche e più diffuse al mondo.
Non appartiene solo all'Italia: lo troviamo in Grecia, in Turchia, in Medio Oriente, nei Balcani, in America Latina e perfino in alcune culture asiatiche.
Cambiano i nomi, ma il concetto è lo stesso: uno sguardo carico di invidia sarebbe in grado di influenzare negativamente un'altra persona, tramite l’invio, anche involontario, di energia negativa.
La parola mal-occhio significa letteralmente "occhio cattivo" o "sguardo che porta male".
E curiosamente pure la parola invidia ha un’etimologia simile: deriva dal latino invidere, cioè "guardare contro" o "guardare con ostilità".
Quindi, in soldoni, se qualcuno è invidioso di te, di quello che possiedi o che stai vivendo, ti può “fare il malocchio”, ovvero mandarti bad vibes, anche senza volerlo o senza accorgersene.
Tutta colpa dell’invidia
Aristotele definì sinteticamente l’invidia come “una forma di dolore di fronte alla buona fortuna gli altri”, mentre gli psicologi contemporanei la descrivono come “il sentimento che nasce quando, una persona priva di una qualità, di un’abilità o di una proprietà che un’altra possiede, la desidera per sé o vorrebbe che l’altra ne fosse privata.”
Questa definizione coglie due aspetti tipici dell’invidia: il desiderio di eguagliare l’oggetto a cui si rivolge e quello di distruggerlo.
La corrosività dell’invidia è tale da essere all’origine del primo omicidio e della distruzione dei legami fraterni: hai presente Caino e Abele?
Ma quindi il malocchio esiste?
Non aspettarti una puntata di Superquark sul malocchio: la scienza non hai mai dimostrato nulla, né credo ci abbia mai provato.
Nemmeno io ho le prove che l'invidia sia contagiosa come un virus che si trasmette nell’aria.
Detto ciò, a mio avviso, il malocchio è un'immagine efficace per parlare di qualcosa di molto concreto: l'effetto tossico che possono avere su di noi certe relazioni, il giudizio degli altri e quella sottile pressione sociale che, a volte, finiamo per assorbire e subire senza accorgercene.
E di una cosa sono certa: l'invidia fa male.
Prima di tutto a chi la prova, perché è un'emozione logorante che consuma energie e distorce lo sguardo sul mondo. Che poi quello sguardo possa davvero provocare fastidi o malesseri a qualcun altro è una questione aperta, su cui ognuno è libero di farsi la propria idea.
Come si toglie il malocchio?
Senza cercare su Google, credo che ognuno di noi conosca, almeno per sentito dire, una delle mille tradizioni popolari italiane per diagnosticare e sciogliere il malocchio.
A seconda delle regioni, si utilizzano diversi materiali “poveri”, come l’olio, l’acqua, le pietre di fiume, il sale etc. etc. e si recitano formule e preghiere tramandate oralmente di generazione e generazione.
Dal punto di vista storico e antropologico questi rituali sono affascinanti: raccontano il bisogno, universale e senza tempo, di trovare un gesto capace di restituire ordine quando ci sentiamo vulnerabili o quando la vita sembra sfuggirci di mano.
Questi riti funzionano?
La risposta più onesta che posso darti è: non lo so.
Non esistono prove scientifiche né statistiche che dimostrino l'efficacia di questi rituali.
Ma so anche che i simboli hanno un potere enorme: non necessariamente quello di cambiare il mondo esterno, ma quello di cambiare il modo in cui ci relazioniamo a ciò che stiamo vivendo.
E a volte è già tantissimo.
Tra l’altro questi riti, secondo la tradizione, devono essere effettuati in maniera gratuita o in cambio di un piccolo dono o di un’offerta simbolica. Diffida da chi lo fa chiedendo soldi!
E i tarocchi cosa possono fare in caso di malocchio?
I tarocchi non sono un antidoto, non tolgono il malocchio, non sono un esorcismo, non sono una formula magica e non funzionano come un amuleto da tenere in tasca.
I tarocchi fanno un'altra cosa, molto più preziosa: ti aiutano a leggere quello che sta succedendo.
Quando ti senti "sfortunato", spesso non è che il destino ce l'ha con te.
Magari c'è una situazione ingarbugliata che non riesci a vedere per intero, un pattern che si ripete, una parte di te che ti sta sabotando in silenzio, o semplicemente un momento della vita in cui tante cose si accavallano.
I Tarocchi possono aiutarti a riconoscere le dinamiche relazionali che ti stanno prosciugando energie, a osservare con maggiore lucidità i rapporti tossici o le persone che esercitano un'influenza negativa sulla tua vita.
Le carte usate in questo senso diventano uno strumento straordinario: non perché eliminino il malocchio, ma perché aiutano a sciogliere paure, a riconoscere dinamiche tossiche e a ritrovare quella lucidità che, molto spesso, è la migliore forma di protezione che possiamo concederci.
Se senti il bisogno di una lettura per recuperare lucidità, scrivimi e ci organizziamo.
Lo si può fare a distanza tramite videocall, quindi vale anche se abiti a Siracusa, Pordenone o Bordeaux.
Mi fermo qui, almeno per ora.
Se questo argomento ti ha incuriosito, fammelo sapere: mi piacerebbe dedicare altri approfondimenti alle tradizioni popolari, ai rituali e alle storie che, da secoli, accompagnano questo mondo misterioso.